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venerdì, 30 Ottobre, 2020
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Rapina una farmacia e otto giorni dopo si autodenuncia sull’app “Youpol” della Polizia

Rapina una farmacia e otto giorni dopo si autodenuncia, arrestato un 18enne.

Il giovane, pentito per la sua azione, lunedì 30 marzo alle ore 23.15 si è collegato sul sistema informatico della Polizia di Stato attraverso l’app YOUPOL e ha scritto: “Ho fatto una rapina alla farmacia di Niguarda nord la settimana scorsa. Abito in via… resterò nel cortile fino alle due di notte. Ho sbagliato e l’ho capito, mi voglio costituire”. 

Sul posto è sopraggiunta immediatamente una volante. Gli agenti si sono fatti raccontare l’accaduto. Il ragazzo ha confessato alla Polizia che lo scorso 21 marzo ha commesso una rapina a mano armata nella farmacia in via Palanzone 33. Lo sbarbato dichiara che sabato 21 marzo attorno alle ore 19.50 circa ha bussato con fermezza contro la porta d’ingresso dell’esercizio e quando il farmacista, pensando ad un’emergenza, gli ha aperto la porta, ha estratto la pistola dalla cinta dei pantaloni puntandola contro il professionista. Quest’ultimo, sentendosi minacciato e vedendosi rivolgere prima l’arma sul petto e poi sulla nuca, non ha fatto resistenza e all’ordine: “Muoviti, dammi tutti i soldi” , ha eseguito il comando.

RAPINA una farmacia e OTTO GIORNI dopo si AUTODENUNCIA sull’app YOUPOL della Polizia

Ascoltata la confessione, riconosciuto il ragazzo dal farmacista e verificate le corrispondenze anche grazie al video a circuito chiuso che ha immortalato l’accaduto all’interno dell’esercizio; gli agenti del Commissariato Greco Turro hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria il diciottenne. Ancora ignote il motivo del gesto e le indicazioni per ritrovare l’arma, il giovane sì è chiuso nel silenzio. 

Salvatore Paglia
Vivere senza banalità? Uno scopo. Smettere di mangiare il salato dopo il dolce? Una sfida perenne. L’amore per la scrittura? Un incontro senza colpo di fulmine, sfociato in un’inarrestabile passione e caratterizzato da “licenze poetiche”. Ciò che mi riesce bene? Regalare sorrisi agli estranei, rimpinzarmi di schifezze sul divano vestito come se dovessi andare alla Scala e perdermi negli occhi di anziani e bambini.
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